RINO
CERONTI
FICIO

Alberto Grant su fondi scomposti di Rosanna Marziale

paolo pagliani

Si prende la chef, colta nel momento in cui sta cambiando casa, quando è costretta decidere cosa fare di tele da lei dipinte con la mano sinistra, mentre con la destra spadellava, nel corso di parecchi anni. La si colloca nello studio del grafico, suo amico di vecchia data, si mescola con leggerezza e si lascia che le due personalità si confrontino liberamente sul tema. Si attende finché non affiora la considerazione che i quadri sono il riflesso artistico dell’attività creativa che la chef ha svolto ai fornelli: forme e

colori sono stati disposti sulla tela come le materie alimentari sui piatti. Un unico percorso estetico che si è manifestato su due piani: uno culinario e pubblico e l’altro pittorico e privato che ha fatto da fondo al primo. A questo punto, fluidamente, la chef Rosanna cede le sue tele al grafico Alberto perché le usi come fondi per le sue opere. I fondi o basi di cucina sono dei sughi su cui si appoggiano le preparazioni gastronomiche per arricchirle. Alberto assorbe subito l’offerta iniziando la fermentazione che porterà alla formazione del rinoceronte. La forma del rinoceronte è l’unica che possa uscire da questa ricetta. Questo è l’apporto progettuale di Alberto Grant, derivato sia dal concetto di immagine coordinata che appartiene